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Giovannino ai giovani

L'umorista anteguerra

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Il podestà di Gallarate che si offende per una vignetta del Bertoldo dimostra cent quanto anche il giovane Guareschi usasse l'arma dell'umorismo contro la retorica, in questo caso quella dei gerarchi fascisti, pur non dandosi arie da oppositore politico.
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Rientrano in questa fase anche i primi e divertentissimi romanzi, che già contengono la straordinaria capacità di "inventare il vero", rielaborando vicende vissute o conosciute in chiave letteraria.


L'Internato 6865
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L'impegno civile, culturale e morale di Guareschi matura dopo l'8 settembre 1943, quando diventa il leader spirituale e morale dei IMI (Internati militari italiani), per i quali inventa attività tese a sostenerne lo spirito, secondo il celeberrimo motto "Non muoio neanche se mi ammazzano", e scrive un capolavoro come la "Favola di Natale".
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Attraverso la sua figura, si possono conoscere quelli che hanno detto "NO!", i 650 mila ufficiali e soldati che patirono la deportazione e 20 mesi di prigionia nei lager nazisti per aver tenacemente, coraggiosamente, eroicamente rifiutato di combattere contro i tedeschi.

Il candido
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Scrittore e giornalista di straordinario successo, Guareschi con il settimanale di cui è fondatore e direttore si getta nel vortice di momenti nodali per l'Italia del secolo scorso. In particolare, fu l'autore dei due manifesti che nel 1948 contribuirono in modo determinante alla vittoria della Democrazia cristiana, contro il Fronte popolare composto da comunisti e socialisti: le elezioni che consentirono di mantenere l'Italia tra le democrazie occidentali e di non precipitarla in una sanguinosa guerra civile o nell'orbita dell'Unione Sovietica, tra i paesi del Patto di Varsavia.
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Nel referendum istituzionale del 1946, con Candido, difese invece la monarchia, con una fede non tanto politica quanto sentimentale, dati anche i rapporti di stima con i Savoia, e istituzionale, cioè la convinzione che un Re rappresentasse un simbolo di unità nazionale più forte.

Mondo Piccolo
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Un successo da decine di milioni di copie, una saga tra le più celebri della letteratura di ogni tempo, uscita per caso, per riempire un buco in pagina del Candido, ma in realtà frutto di una lunga gestazione; due personaggi immortali come Peppone e don Camillo anche se il vero protagonista, che rispecchia l'anima dell'autore, è il Crocifisso;
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I cinematografari, sopportati dallo scrittore a fatica e per bisogno, hanno però dato ulteriore successo ai racconti, peraltro i film ispirati al Mondo Piccolo possono contare su due interpreti straordinari come Fernandel e Gino Cervi, con i quali Guareschi entrerà in rapporti di amicizia.
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Mondo Piccolo non è una saga buonista né un'anticipazione del "compromesso storico". Negli originali le lotte politiche sono dure, spesso violente, riflettendo il clima del "triangolo della morte" che si vive nell'Italia del dopoguerra (descritto con ancor maggiore crudezza sul Candido); ma il rispetto umano reciproco nel confronto tra le diverse opinioni tra i due protagonisti è il grande insegnamento morale di queste opere e anche nella vita Guareschi cerca di mantenere con gli avversari e i leader politici rapporti personali leali, corretti, senza risparmiare accuse e critiche.


L'altro Lager


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Guareschi è l'unico giornalista italiano, fortunatamente, ad avere subito una dura detenzione di oltre 300 giorni per ciò che aveva scritto e pubblicato sul Candido: una vignetta che aveva per protagonista il presidente della Repubblica Luigi Einaudi e alcune lettere attribuite ad Alcide de Gasperi. Una condanna alla quale non oppose ricorso proprio per rivendicare la sua inattaccabile libertà e indipendenza.
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Desolante e dolorosa fu la solitudine in cui venne abbandonato dagli intellettuali, scrittori e giornalisti che avrebbero dovuto difenderlo anche in nome della libertà di stampa e di pensiero: non per nulla la moglie rimproverava bonariamente Giovannino di non fare il suo mestiere come gli altri "colleghi", inclini ai compromessi.

Non solo Don Camillo

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Le altre opere e attività giornalistiche, dalla collaborazione al Borghese alla favola di "Gigino Pestifero", ultima opera pubblicata in vita, non sono affatto minori ma anzi compongono una fase della vita professionale guareschiana in cui vengono analizzati temi di grande attualità, come la "guerra fredda" tra Usa e Urss, il boom economico, l'incipiente crisi della famiglia tradizionale; anche in questa fase, al successo di Guareschi si contrappone l'atteggiamento tra indifferenza e ostilità mantenuto verso di lui da critica ufficiale, colleghi scrittori intellettuali italiani. I racconti e i libri guareschiani non sono stati ad esempio inseriti nelle antologie scolastiche né quasi mai premiati.

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